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15/01/2020

Felicità della Pittura. Edgardo Zauli Sajani in mostra a Velletri

L’esposizione, curata dall’Accademia delle Belle Arti di Roma, occupa già da qualche giorno la Sala degli Affreschi della Casa delle Culture e della Musica di Velletri, una città tanto legata alle vicende del pittore romagnolo da avergli intitolato una via del centro storico. 

Edgardo Zauli Sajani tra Forlì e Roma

La presenza di Edgardo Zauli Sajani a Velletri non è quella del pittore di passaggio. Trasferitosi da Forlì negli anni Venti, Zauli ha diretto la Scuola d’Arte cittadina fino al 1935, ed è sempre stato impegnato nell’allestimento degli spazi pubblici della città in occasione di grandi eventi quali l’ingresso di Vittorio Emanuele III nel 1927 e l’inaugurazione dell’acquedotto Simbrivio nel 1932.

Dalla sua abitazione di via Castello, Zauli ha intessuto con la città laziale un rapporto intenso, che lo ha portato nel corso degli anni ad essere “l’Artista” stimato ed apprezzato da una intera comunità. 

Il catalogo della mostra, edito da L’Erma di Bretschneider e curato da Marco Nocca, ricostruisce con cura le vicende di Zauli tra Roma e Velletri: dal primo premio all’esposizione del 1923 per i lavori in ferro battuto fino alle scenografie di film muti, passando per l’illustrazione delle tessere del Partito Socialista e le vicende della Scuola d’Arte diretta dal pittore.

Negli anni in cui Zauli ne è direttore, la Regia Scuola d’Arte di Velletri entra nella collana Le Monnier in quanto eccellenza dell’Istruzione Artistica italiana. 

Nel 1943 il bombardamento alleato di Velletri distrugge lo studio-abitazione dell’artista, che muore l’anno successivo a Roma. È soltanto nel 1947 che, per opera di un gruppo di cittadini, le spoglie dell’artista vengono riportate a Velletri, in una tomba nel cimitero monumentale costruita con una sottoscrizione della cittadinanza, a dimostrazione della immensa gratitudine di un popolo per il suo Artista.

Felicità della pittura: la mostra

L’esposizione Felicità della pittura è curata da Marco Nocca, autore anche del catalogo della mostra edito da L’Erma di Bretshneider. 

Nelle intenzioni dei curatori, la monografia su Edgardo Zauli Sajani vuole essere una seconda tappa del lavoro iniziato con Juana Romani (1867-1923), la petite italienne che fece scalpore in Francia cui fu dedicata una mostra nel 2017, nelle stesse stanze oggi occupate dai dipinti di Zauli. 

L’esposizione Felicità della pittura, visitabile sino a Febbraio, sta a sottolineare con ancora maggior vigore il valore storico di una istituzione affatto marginale nelle vicende della storia dell’arte contemporanea, quale la Scuola d’arti e Mestieri di Velletri.

Il fil rouge seguito dall’Accademia di Belle Arti di Roma, promotrice dell’esposizione, è quello legato alla riscoperta di alcuni protagonisti dimenticati della pittura: le vicende artistiche di Juana Romano e di Edgardo Zauli parlano infatti di una vivacità culturale al di fuori dell’usuale, che ha fortemente influenzato la vita pubblica di Velletri nella prima metà del secolo scorso.

I 47 dipinti in mostra presso la Casa delle Culture e della Musica di Velletri sono stati messi a disposizione dalla Pinacoteca Civica di Forlì, nel comune intento di rivalutare e recuperare la memoria di un artista tanto amato quanto poco conosciuto. 

In mostra anche i dipinti più famosi dello Zauli, commissionati al pittore nel 1929: il Ritratto di Vittorio Emanuele III e quello di Benito Mussolini per la residenza podestarile di Forlì.

Spicca, nella sala del Refettorio del Carmine, il grande dipinto Azalea. Ritratto di giovine signora, che fu medaglia d’oro per la pittura all’esposizione di Forlì nel 1907 e che rivela tutta la maestria del pittore, un artista del ritratto non distante dalla suggestione decadentista.

La vicenda personale ed artistica di Zauli è impressa nei quattro Autoritratti ad olio che accompagnano il visitatore lungo le sale della Casa delle Culture, insieme ad un Ritratto della Madre e al dipinto Il fratello Giulio.

Molto apprezzate le vedute en plein air come Arco di Tito e Casa con albero, in cui la maestria da acquarellista dello Zauli si fa portavoce di un forte sentimento dell’Antico. Non mancano i dipinti degli scorci cittadini, come la Strada con carretto a  vino romano e Strada con arco, che amplificano il portato del forte legame con la città di Velletri.

Conosciuto come artista solitario eppure benvoluto dal regime fascista, Edgardo Zauli è tra i pittori  “dimenticati” della prima metà del Novecento di cui si vuole recuperare l’opera: il catalogo della mostra Felicità della pittura arricchisce la memoria di Zauli di immagini di opere perdute, pubblicate per la prima volta nel prezioso volume.

Il catalogo edito da L’Erma di Bretschneider, che vanta numerosi contributi di personalità ed esperti, è un’accurata ricostruzione della vicenda artistica e personale del pittore, che ripercorre anche - con documenti inediti - la storia della Regia Scuola d’Arte di Velletri negli anni in cui la direzione di Zauli ne portò il nome tra quelli delle eccellenze europee. 

Si tratta di un volume che il curatore definisce di grande importanza scientifica, per la quantità di documentazione in appendice e per il lavoro di ricostruzione che non trascura gli aspetti più vividi del rapporto tra lo Zauli e Velletri, che per il pittore forlivese fu "una seconda carissima Patria". 

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