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Greci oltre Gibilterra (I).

Greci oltre Gibilterra (I).

Rappresentazioni mitiche dell'estremo occidente e navigazioni commerciali nello spazio atlantico fra VIII e IV sec.a. C.

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Come l'Ulisse dantesco i Greci d'età storica non seppero resistere alla tentazione di attraversare il limite dello stretto di Gibilterra, per esplorare le acque dell'Oceano. L'intero spazio dell'estremo occidente, tanto a nord quanto a sud delle colonne d'Eracle, costituì perciò, sin da epoca remota, e per tutta l'età classica, l'ambientazione di una ricca serie di tradizioni leggendarie che i navigatori ellenici diffusero ben presto nei territori in direzione del tramonto. Di tale spazio si occupa questa ricerca, nella convinzione che sia giunto ormai il momento di indugiare con una rimeditazione su quest'ultimo lembo di grecità, protagonista di un'esperienza coloniale sui generis, proprio perché al di fuori del quadro di un'autentica "colonizzazione".

Like a Dante inspired Ulysses, the Greeks of the historical period could not resist the temptation to traverse the limits of the straits of Gibraltar to explore the ocean waters. From early antiquity through to the Classical period, the whole area of the far Occident from its northernmost reaches south to the Columns of Hercules represented the setting for a rich series of legendary traditions that the Hellenic navigators quickly spread among the territories that lay in the direction of the sunset. This study focuses on these regions with the conviction that we, have at this point, reached the moment to indulge in a reconsideration of this last margin of greekness, protagonist of a colonial experience sui generis precisely because it is outside the framework of a more authentic "colonization".

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